Tito Rivolta ha un nome da rivoluzionario, ma una vita che sembra incanalata in binari fin troppo stretti.
Così, quando inizia a insegnare in una scuola privata romana, tra adolescenti fragili e pieni di vita, è quasi sorpreso di scoprire una seconda possibilità.
Ma è solo affrontando i fantasmi del suo passato — la depressione, le notti ribelli, gli amori brucianti, i sogni traditi — che riuscirà davvero a ritrovarsi.
Vento in faccia è un romanzo ironico e commovente, di formazione e di resistenza, di barricate e nostalgia, che racconta cosa significa crescere, cadere, amarsi, insegnare e soprattutto restare in piedi.
Una storia che — andando da Buzzati a Marracash — sa trovare i punti di contatto tra generazioni diverse. Un romanzo che parla di responsabilità e libertà, di separazioni e nuovi inizi, ma soprattutto della forza necessaria per vivere pienamente la propria vita, senza arrendersi alle paure né tradire i propri sogni. Perché nella vita, come in classe, non conta avere tutte le risposte, ma continuare a fare le domande giuste. E lasciare che il vento ti prenda in faccia.
MOTIVAZIONE DELLA PRESENTAZIONE AL PREMIO STREGA:
«I punti di forza di questo romanzo sono la scrittura brillante, leggera e divertente e un protagonista che accompagna il lettore in un viaggio nel cuore della scuola, dell’adolescenza e di sé stesso. La narrazione è realistica e lascia al lettore la possibilità immediata di immedesimarsi nei personaggi e nei luoghi, regalando sorrisi e leggerezza, ma anche l’opportunità di riflettere sul proprio passato, sul presente e sul futuro. È la storia di Tito Rivolta, un supplente di lettere in una scuola superiore privata romana, che si ritrova ad avere a che fare con i ragazzi di oggi e che deve fare allo stesso tempo i conti con il sé stesso adolescente. È una storia che parla della scuola di oggi, dell’incontro/scontro intergenerazionale, delle barricate in piazza degli anni ’90 e di quelle che vengono messe oggi dietro lo schermo di un telefono, di Dino Buzzati e Marracash, di quanto sia complicato, ma fondamentale, continuare a seguire i propri sogni.»
Ignazio R. Marino

